La centrale termoelettrica abbandonata

Oggi ci troviamo, amanti dell’urbex in Italia, a parlare della ex centrale termoelettrica di Castellanza una vera e propria struttura mastodontica costruita e inaugurata nel 1904.

Questo colosso architettonico è stato protagonista della storia del luogo, sito sulle rive del fiume Olona, costruita dalla Società Lombarda per la Distribuzione di Energia Elettrica essa era il fulcro per la generazione e lo smistamento, di energia elettrica proveniente anche da altre centrali vicine, per la zona circostante.

Ricordiamo che il periodo è quello del boom tessile e l’introduzione dei primi macchinari che operavano mediante l’utilizzo e il consumo di grandi quantità di energia elettrica, senza la centrale in questione, certi macchinari non avrebbero potuto funzionare nemmeno con un miracolo.

I lavori vennero seguiti interamente da Alessandro Scotti, ingegnere affermato di quell’epoca ed esperto nella costruzione di centrali elettriche. Alessandro sfruttò a fondo le risorse che aveva a disposizione, decidendo di incanalare la potenza del fiume Olona in grandi caldaie dove veniva portata ad ebollizione.

Il vapore generato veniva convogliato all’interno di imponenti turbine della Franco Tosi, sita a Legnano, che grazie alla rotazione generata producevano grandissime quantità di energia elettrica che poi veniva smistata alle diverse zone limitrofe.

Ovviamente l’uomo, più ha e più vuole, vennero costruite altre centrali che sfruttavano il medesimo tipo di funzionamento e magicamente l’Olona non aveva più l’acqua necessaria a far funzionare tutte queste centrali.

Così, arrivando al 1910, si prese la drastica decisione di interrompere la produzione propria di energia e di sfruttare questi stabili per il solo smistamento di energia proveniente da altre fonti. Nel 1961 divenne proprietà di ENEL, in seguito alla cessata attività della Società Lombarda per la Distribuzione di Energia Elettrica, continuando a funzionare per il solo smistamento fino al 2004.

Nel 2004 le tecnologie si erano evolute parecchio, come tutti ben sappiamo e queste centrali divennero solo un dispendio inutile di denaro per le società che le gestivano, però nel 2010 la struttura venne accolta dal Comune di Castellanza nei beni di valore storico da tutelare…ci fù una proposta molto interessante, quella di trasformare questo immenso spazio in un Hotel…ma come potrete ben immaginare, tutto ciò non avvenne mai…

Il luogo attualmente è in mano a vandali, senza fissa dimora e al tempo stesso, che piano piano sta deteriorando e distruggendo il suo antico splendore e ricordo…il rame è stato quasi interamente rubato causando anche problemi ecologici dovuti al bruciamento dei cavi per l’estrazione avvenuta in luogo.

I sotterranei sono avvolti da una fitta coltre di nebbia, non propriamente respirabile senza conseguenze, quindi sconsigliamo vivamente di addentrarsi a fondo…si spera nella più repentina bonifica della zona per non perdere un piccolo pezzo di storia così tanto voluto a quei tempi.

Speriamo che questo piccolo approfondimento vi sia piaciuto e vi invitiamo a lasciare un commento qui sotto per farci sapere cosa ne pensate!

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