Il villaggio fantasma

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Siamo in Abruzzo, in un piccolo paesino che non contava nemmeno 1000 anime, una giornata qualunque in un luogo come tanti in Italia. Un luogo costruito nel XII Secolo, aveva il suo bar, la sua scuola e la piazza dove tutti si davano appuntamento ogni giorno…

Fino a che il 6 Aprile del 2009 tutto cambiò in un momento, la terra tremò e lo fece con talmente tanta furia che l’intero paese venne abbandonato in fretta e furia.

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Erano le 3 e 32 quando il sisma iniziò, sconvolgendo l’Abruzzo e i suoi abitanti, ma qui, in un ambiente quasi famigliare, la ferita inferta fu devastante.

Le persone fuggirono e lasciarono tutti i loro averi per salvarsi la vita, da quel giorno…tutto tace.

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Un intero paese diventa in poche ore un villaggio da film dell’orrore, desolato e conservato in una bolla temporale…intatto, fino ad oggi…gli spazzolini da denti ancora al loro posto, le maglie ben piegate nei loro cassetti e i ricordi di una vita lasciati al tempo.

Sembra l’inizio di un racconto e sarebbe anche un inizio molto particolare, se non fosse che, questa è una storia vera…una di quelle storie che lascia l’amaro in bocca.

Abbiamo visitato personalmente questo luogo e subito ci siamo resi conto della pesantezza che ogni nostro passo ha avuto, ogni metro che abbiamo percorso, era la vita di qualcuno, erano i suoi ricordi ed erano i suoi momenti.

Tutto è estremamente ben conservato e le emozioni sono davvero forti, soprattutto quando mettiamo piede nelle prime abitazioni e ci rendiamo conto delle rinunce che hanno affrontato tutti gli abitanti per sopravvivere.

Foto, giornali, libri, televisioni, auto e altro ancora, giace li…semplicemente lasciato dove è sempre stato e dove, speriamo, possa rimanere come monito per tutti quelli che guardano e non fanno nulla per queste tragedie non quantificabili.

La cosa che più ci ha sorpreso, è che all’interno di questo paese ci sono anche zone architettoniche di rilevanza, affreschi e monumenti, che, a nostro avviso avrebbero potuto esser salvati e quanto meno, valorizzati…ma con la tragedia, anche l’arte è stata…messa da parte.

Non credo che niente possa ridare alle famiglie toccate, quello che hanno perso qui…e noi siamo solamente dei viaggiatori che passano come un’alito di vento attraverso un ricordo ormai sfocato…

Vi lasciamo l’esplorazione integrale qui di seguito, buona visione.

Seconda parte dell’esplorazione

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1 Comment

  1. Che tour della città bello ma molto triste, Marco. Il tuo record fotografico passerà alla storia perché chissà se ci sarà ancora più tragedia……

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